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I PROMOTORI DI FABBRIKANDO L'AVVENIRE VI DANNO IL BENVENUTO. FABBRIKANDO L'AVVENIRE E' NATA DALLA VOLONTA' DEGLI EX-OPERAI DELLE FABBRICHE DI CROTONE PER DIFENDERE l'AMBIENTE PER LA BONIFICA DEL SITO INDUSTRIALE. ASPETTIAMO IL VOSTRO AIUTO PER PERSEGUIRE INSIEME QUESTO SCOPO.

sabato 21 novembre 2009

Un appello per ripartire insieme


Crotone era l’anomalia positiva della Calabria. Lo era per la presenza delle fabbriche che davano lavoro a migliaia di persone, per la strategicità del porto, anche lì lavoravano centinaia di portuali, per la presenza dell’aeroporto con la compagnia Itavia, per gli insediamenti turistici, per le industrie di trasformazione dei prodotti agricoli, ma soprattutto per la gente, un popolo fiero, orgoglioso, libero, permeato da antica e nuova cultura. Mentre il resto della Calabria si avviava verso la deriva del clientelismo e della subalternità, a Crotone si apriva la stagione dei premi letterari da Ungaretti a Moravia a Davide Lajolo solo per citarne alcuni. Una classe dirigente trasformava il borgo in una città operosa, attiva e con un reddito superiore a quello di qualsiasi analoga cittadina del Mezzogiorno d’Italia.

Oggi la realtà è sotto gli occhi di tutti. Crisi, disoccupazione, malaffare, criminalità e un clima generale di illegalità diffusa.
Crotone è diventata terra di conquista per gli avventurieri, che arrivano con le “perline colorate” tanto questo territorio, per la disperazione e la necessità di lavoro è pronto a credere a tutto a prendere tutto, anche quando il tutto è inganno e truffa.
La vicenda della Bonifica del sito industriale rappresenta al meglio quello che sta avvenendo nella realtà del crotonese. Dopo le tristi scoperte delle scorie sepolte illegalmente per mezza Calabria, si riaccende il riflettore su questo territorio e viene alla luce che si vuole nuovamente lucrare sulla pelle dei cittadini.
Riteniamo l’ENI la principale responsabile del decadimento economico del nostro territorio del quale ne è diventata padrone per decretarne la morte, tant’è che dalla chiusura delle fabbriche non solo non ha avviato un’ azione di bonifica credibile (vedi prima Fisial e dopo Syndial ) ma addirittura lascia gli stabilimenti dismessi in una condizione di grave pericolosità per la salute dei cittadini.
L’assenza di un ruolo autorevole e forte di una classe dirigente locale, tranne qualche voce purtroppo inascoltata, fa sì che si strombazza un ulteriore bluff come un primo grande passo avanti. Ancora più preoccupano i messaggi tranquillizzanti che attraverso la stampa ci rassicurano riguardo alla innocuità delle scorie Cubilot e sulla buona fede dell’Eni, ‘graziata’ dal Governo. Sono gli stessi sintomi che in tante altre occasioni e periodi storici hanno occultato verità tragiche.
Infatti nell’ultima conferenza di servizio decisoria, presso il Ministero dell’Ambiente alla presenza della Regione Calabria, ma con l’assenza, perché non invitati, del Comune e della Provincia si individua una discarica dove allocare le scorie delle fabbriche senza un piano complessivo di bonifica.
Solo gli sciocchi o gli “interessati” possono gridare al successo per una decisione che rischia di trasformarsi per l’ennesima beffa.
Per tali motivi si sente il bisogno di costituire un Comitato, che prima di tutto faccia scuotere dalla rassegnazione e dall’apatia i cittadini di Crotone, i quali devono ritornare ad essere i protagonisti di una nuova rinascita, che faccia sentire la propria voce sulla vicenda della Bonifica che può diventare l’avvio concreto di una nuova fase di sviluppo.
Già negli anni ‘60, l’allora Presidente della Repubblica Giuseppe Saragat, in viaggio a Crotone, dichiarò: ”I problemi del Sud non sono dovuti alla Storia o alla Geografia ma anche in gran parte agli uomini che ci vivono. Alla classe dirigente e ad un ceto intellettuale che è sempre al servizio del potere. È necessario una classe dirigente ed intellettuale del Mezzogiorno che sia al servizio del Progresso e non soltanto del Potere”.
Un appello particolare lo rivolgiamo agli ex-operai e tecnici delle fabbriche, che tanto hanno dato alla città e al territorio scrivendo pagine di storia che nessuno potrà mai cancellare. Basta con i veleni, Basta con le divisioni! Ritroviamo l’autostima, recuperiamo la memoria storica per riaffermare da dove veniamo e sapere dove andiamo, altrimenti il destino ce lo imporranno sempre “quelli di fuori”.
È necessario un Movimento che faccia da stimolo alla Politica e ai Sindacati tutti,nelle battaglie che verranno intraprese a difesa di Crotone e della sua Provincia.
E’ necessario dare voce a quei cittadini che sono preoccupati delle sorti dei propri figli e del territorio in cui vivono.
È necessario riappropriarsi di un ruolo, quello dei garanti della salute pubblica, che solo i liberi cittadini possono ricoprire, per avvalerci del diritto di trasparenza contro le torbide vicende a cui abbiamo assistito fermi nei decenni precedenti.
È necessario essere testimoni oculari e protagonisti di ciò che avviene sulle nostre teste, evitare che altre scelte prese lontano ci caschino di nuovo addosso.
È necessario scegliere noi il futuro e consegnare le nostre scelte a chi poi dovrà amministrarle.
Crotone, oggi, è una nave che, spinta da correnti avverse, si trova in mare aperto senza nessuno che sappia indicare la direzione per riprendere la rotta persa.
I cittadini devono prendere coscienza che sono i marinai di questa nave, che deve riprendere la rotta della speranza.
Vogliamo costruire la bussola che orienterà la nostra nave verso le correnti dello sviluppo, del lavoro,della legalità, della tutela dell’ambiente .
Abbiamo seguito per troppo tempo fari che sul più bello si sono rivelati solo fuochi fatui ed illusioni tragiche. È venuto il momento di mettere da parte le divisioni tra la gente, mettere fine alle maldicenze e alla dicerie, di gonfiare le vele e muoversi in direzione della speranza.

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